{"componentChunkName":"component---src-templates-notizia-template-it-jsx","path":"/it/notizia/exe-po-2026-il-25-e-26-giugno-test-it-alert-due-scenari-di-collasso-grandi-dighe/","result":{"data":{"node":{"drupal_internal__nid":900019307,"title":"EXE PO 2026: il 25 e 26 giugno test IT-alert per due scenari di collasso grandi dighe","field_titolo_esteso":"EXE PO 2026: il 25 e 26 giugno test IT-alert per due scenari di collasso grandi dighe","field_id_contenuto_originale":900019308,"field_data":"2026-06-16T14:17:52+02:00","field_categoria_primaria":"notizia","field_abstract":{"processed":"<p>I test interesseranno due dighe tra Piemonte, Lombardia e Veneto in concomitanza con l’esercitazione nazionale per il rischio alluvionale nel bacino del Po</p>\n"},"body":{"processed":"<p>Da giovedì 25 a sabato 27 giugno 2026 il Sistema di protezione civile sarà impegnato nell’esercitazione nazionale <strong>“EXE PO 2026”</strong>, dedicata alla gestione del rischio idrogeologico e idraulico nell'intero bacino del fiume Po e che coinvolgerà le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.</p>\n<p>La simulazione testerà la risposta operativa del Servizio Nazionale della Protezione Civile di fronte a una piena straordinaria del Po - uno scenario meteorologico e idraulico complesso e su scala interregionale - provando sul campo e per “posti di comando” i flussi di comunicazione, i modelli di intervento, il sistema di allertamento nazionale e regionale e il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali.</p>\n<p>Parallelamente, verrà testato il sistema<strong> IT-alert </strong>sul rischio specifico<strong> “collasso grandi dighe” </strong>che interesserà l'area della diga di Porto della Torre (VA), tra i comuni di Somma Lombardo, in Lombardia e Varallo Pombia, in Piemonte e l’area della diga di Salionze (MN) nel territorio della provincia di Mantova, tra i comuni di Monzambano e Ponti sul Mincio.</p>\n<p>Le attività di test e l’invio del messaggio sono così programmate:</p>\n<p><strong>25 GIUGNO 2026 - ore 15:30 - </strong><strong>Diga di Porto della Torre (VA)</strong><br />\nComuni coinvolti: Somma Lombardo, Vizzola Ticino, Lonate Pozzolo (per la Provincia di Varese);<br />\nVarallo Pombia, Pombia, Marano Ticino, Oleggio, Bellinzago Novarese (per la Provincia di Novara)</p>\n<p><strong>26 GIUGNO 2026 - ore 14:00</strong> <strong>Diga di Salionze (MN) </strong><br />\nComuni coinvolti: Mantova, Volta Mantovana, Monzambano, Ponti sul Mincio, Goito, Marmirolo (per la Provincia di Mantova);<br />\nValeggio sul Mincio (per la Provincia di Verona)</p>\n<p>Giovedì 25 e venerdì 26, i cittadini che si troveranno nelle zone coinvolte dall’esercitazione riceveranno, sui telefoni cellulari, questo messaggio di test:</p>\n<p><em>TEST TEST Questo è un MESSAGGIO DI TEST IT-alert. È in corso la SIMULAZIONE del collasso di una diga nella zona in cui ti trovi. Per conoscere il messaggio che riceverai in caso di reale pericolo e per compilare il questionario vai su <a href=\"http://www.it-alert.gov.it/\" target=\"_blank\" title=\"http://www.it-alert.gov.it\">www.it-alert.gov.it</a> TEST TEST</em></p>\n<p>Testare periodicamente IT-alert è fondamentale per verificare che in caso di un’emergenza reale le celle telefoniche presenti nell’area interessata garantiscano la copertura necessaria, ma anche per assicurare l’efficienza dei flussi comunicativi previsti dal Piano di emergenza esterno della Diga.</p>\n<p>“EXE PO 2026” rappresenterà un'importante occasione formativa per operatori, tecnici e volontari di protezione civile e per sensibilizzare ulteriormente la popolazione residente nelle aree limitrofe al fiume Po. Iniziative come questa consentono infatti di coinvolgere tutti i cittadini, in particolare persone con disabilità, anziani e cittadini con minore familiarità con gli strumenti digitali, in un contesto ordinario e privo di criticità reali. A tale proposito, sarà importante compilare il questionario che verrà reso disponibile al termine dell’invio del messaggio di test, contribuendo così a raccogliere informazioni utili sulla ricezione dell’allarme.</p>\n"},"fields":{"slug":"/notizia/exe-po-2026-il-25-e-26-giugno-test-it-alert-due-scenari-di-collasso-grandi-dighe/"},"field_tabella":null,"field_link_esterni":[],"relationships":{"field_sottodominio":{"name":"IT Alert"},"field_riferimento_traduzione":{"fields":{"slug":"/notizia/exe-po-2026-it-alert-tests-june-25-26-simulate-two-major-dam-collapses/"}},"field_immagine_singola":null,"field_mappa":null,"field_accordion":[{"field_titolo":"Cosa si intende per \"collasso di una grande diga\"?","field_tabella":null,"field_testo":{"processed":"<p>Per “collasso di una grande diga” si intende il collasso dello sbarramento della struttura della diga stessa o la comparsa di danni alla diga o di fenomeni franosi che determinano il rilascio incontrollato di acqua, tali da indurre ragionevolmente ad ipotizzare l’accadimento di un evento catastrofico, che provoca generalmente un’onda di piena e la conseguente inondazione delle aree situate a valle. Le grandi dighe sono così regolamentate dalla Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 luglio 2014 inerente a “Indirizzi operativi inerenti all’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe”.</p>\n<p>Quando si verifica un rischio connesso alla tenuta strutturale di una grande diga si parla di <strong>“rischio diga”</strong>, che prevede quattro fasi di allerta (preallerta, vigilanza rinforzata, pericolo e collasso).</p>\n<p>Ciascuna grande diga deve disporre di un <strong>Documento di Protezione Civile (DP)</strong> che contiene le condizioni specifiche per l’attivazione del sistema di protezione civile, le comunicazioni e le procedure tecnico-amministrative da attuare in relazione alla tipologia di allerta e di un <strong>Piano di Emergenza Diga (PED)</strong>, che riporta le aree potenzialmente interessate dall’onda di piena originata dall’ipotetico collasso dello sbarramento e definisce le strategie operative e il modello d’intervento per fronteggiare una situazione di emergenza.</p>\n<p><strong>IT-alert si attiverebbe in caso di collasso di una grande diga</strong>, cioè uno sbarramento di ritenuta che supera i 15 metri di altezza o che determina un volume di invaso superiore a 1.000.000 di metri cubi.</p>\n","value":"<p>Per “collasso di una grande diga” si intende il collasso dello sbarramento della struttura della diga stessa o la comparsa di danni alla diga o di fenomeni franosi che determinano il rilascio incontrollato di acqua, tali da indurre ragionevolmente ad ipotizzare l’accadimento di un evento catastrofico, che provoca generalmente un’onda di piena e la conseguente inondazione delle aree situate a valle. 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ALLONTANATI DAI CORSI D’ACQUA e raggiungi zone elevate. Tieniti aggiornato e segui le indicazioni delle autorità.</em></p>\n<p>Si evidenzia comunque che potrebbero esserci dispositivi presenti in zone interessate dall’emergenza che non riceveranno il messaggio. Ciò è dovuto a uno dei limiti della tecnologia cell-broadcast, quello dell’impossibilità di sovrapporre perfettamente l’area che si stima come potenzialmente interessata dall’emergenza con l’area coperta dalle antenne degli operatori di telefonia che vengono utilizzate per l’invio dei messaggi.</p>\n","value":"<p>In caso di reale pericolo per il collasso di una grande diga, i cellulari presenti nei comuni&nbsp;potenzialmente interessati&nbsp;dall’onda di piena&nbsp;riceveranno un messaggio IT-alert di questo tipo:</p>\r\n\r\n<p><strong>▪&nbsp;&nbsp;</strong><em>Allarme Protezione Civile GG/MM/AA ore 00:00 – COLLASSO DIGA XYZ nel Comune di XYZ (PROVINCIA): possibile alluvione improvvisa. 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Attraverso l'attivazione di specifiche strutture di coordinamento per il governo delle piene, che si integrano nel sistema nazionale di comunicazione e intervento, metteremo alla prova i metodi di allertamento, di soccorso e di assistenza alla popolazione, la tutela degli animali e la valutazione delle situazioni di pericolosità e di rischio. Un test importante per affinare le procedure operative e garantire che ogni livello istituzionale, dal locale al nazionale, sappia muoversi all'unisono per la tutela del territorio e delle comunità».</p>\n<p>Diversi gli scenari operativi ‘simulati’ che vedranno sui territori delle quattro Regioni, il coinvolgimento delle colonne mobili del volontariato di protezione civile e l’attivazione di squadre di tecnici per le verifiche di potenziali danni su edifici, infrastrutture e reti strategiche. Per affrontare gli scenari più critici della piena, entreranno in azione anche droni per il monitoraggio degli argini, idrovore e l’innovativo modulo europeo di elevata capacità di pompaggio (HCP). Ulteriori test saranno focalizzati sul soccorso e l’assistenza della popolazione, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili e alla tutela degli animali. La stazione ferroviaria di Bologna e quella di Poggio Rusco (MN), saranno poi lo scenario del treno sanitario che, tramite l’impiego di figuranti, permetterà il trasferimento in sicurezza dei pazienti evacuati dall’Ospedale di Pieve Coriano (MN).</p>\n<p>Particolare attenzione sarà infine rivolta a testare il sistema nazionale di allarme pubblico IT-alert sul rischio specifico “collasso grandi dighe” che interesserà, in due distinte giornate, l'area della diga di Porto della Torre (VA), tra i comuni di Somma Lombardo, in Lombardia e Varallo Pombia, nella regione Piemonte e l’area della diga di Salionze (MN) nel territorio della provincia di Mantova, tra i comuni di Monzambano e Ponti sul Mincio.</p>\n<p>“EXE PO 2026” rappresenterà infine un'importante occasione formativa per operatori, tecnici e volontari di protezione civile e per sensibilizzare la popolazione residente nelle aree limitrofe al fiume Po sui comportamenti corretti da adottare in caso di rischio alluvione, per proteggere sé stessi e la propria comunità.</p>\n","value":"<p>Prenderà il via giovedì 25 giugno, la fase operativa di “EXE PO 2026”, l’esercitazione nazionale di protezione civile dedicata alla gestione del rischio idrogeologico e idraulico nell'intero bacino del fiume Po.<br />\r\nCoordinata dal Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con l'AIPo (Agenzia Interregionale per il fiume Po) e le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, la simulazione metterà alla prova la macchina dei soccorsi di fronte a una piena straordinaria, ispirata alla storica alluvione che, nell’ottobre del 2000, colpì il Nord-Ovest del Paese.<br />\r\n&nbsp;<br />\r\nObiettivo dell'attività esercitativa è testare i flussi di comunicazione, i modelli di intervento, il sistema di allertamento nazionale e regionale, e il coordinamento tra i diversi livelli istituzionali, consentendo di verificare, sul campo e per ‘posti di comando’, la capacità di risposta e la sinergia del Servizio Nazionale della Protezione Civile, a fronte di uno scenario meteorologico e idraulico complesso e su scala interregionale.<br />\r\n<br />\r\n«“EXE PO 2026” – sottolinea il Capo Dipartimento, Fabio Ciciliano - rappresenta un’importante occasione di verifica della risposta operativa del sistema nazionale di protezione civile agli eventi di piena e di alluvione. 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